• “… E quindi (ri)uscimmo a riveder le stelle”
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“… E quindi (ri)uscimmo a riveder le stelle”

Danese, 2009

L’eccessiva illuminazione notturna, anche nelle aree extra urbane, ha come prima conseguenza la perdita di percezione dell’universo che ci circonda. Perdersi a guardare il cielo notturno, prendendo coscienza della sua infinitezza, della distanza delle stelle, della presenza di un cosmo in cui galleggia il nostro pianeta, significa pensare all’universo, immergersi in una poesia altrimenti dimenticata. Il progetto di questa scatola che riproduce sulla propria superficie le 12 costellazioni zodiacali, attraverso le quali filtra la luce innaturale della notte inquinata dalle troppe fonti luminose, vuole aiutare, con un po’ d’ironia, a ritrovare l’emozione di guardare le stelle. Anche di giorno.
www.danesemilano.com
The extreme night lighting, also in extra-urban areas, has as first consequence the loss of perception of the univers that surrounds us. Getting lost looking at the starry night, realizing how endless is the sky, how far are the stars and getting aware of the cosmos in which our planet floats, means thinking about the universe and immerse oneself in a poetry that otherwise tends to get lost. On the top surfaces of the different boxes are reproduced 12 constellation of the zodiac through which penetrates the artificial light of our night. The aim of the project is to help to find again, ironically, the emotion of looking at the stars. Even during the day.
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